L’igiene di occhi, naso, orecchie e capelli rientra nell’assistenza quotidiana alla persona e può diventare oggetto di domande, casi pratici e simulazioni durante un concorso OSS 2026.
Si tratta di interventi apparentemente semplici, ma che richiedono attenzione. Occhi, condotto uditivo, mucose nasali e cuoio capelluto sono infatti aree delicate: manovre aggressive, uso improprio di bastoncini o prodotti non indicati possono causare irritazioni, traumi, sanguinamenti e contaminazioni.
La revisione nazionale del profilo OSS è stata recepita con il DPCM 25 marzo 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2025. Il provvedimento aggiorna il profilo istituito nel 2001 e conferma la centralità dell’assistenza ai bisogni primari, del benessere e dell’autonomia della persona.
Il principio da ricordare è chiaro: L’OSS cura l’igiene esterna, osserva e riferisce, ma non improvvisa trattamenti.
Prima di iniziare qualsiasi intervento, l’OSS deve verificare le indicazioni assistenziali e le condizioni della persona.
Particolare attenzione è necessaria in presenza di:
L’OSS identifica la persona, spiega ciò che sta per fare, garantisce la privacy, favorisce la collaborazione e prepara tutto il materiale necessario. Prima e dopo l’assistenza effettua l’igiene delle mani secondo le procedure applicabili.
Una persona parzialmente dipendente potrebbe riuscire a lavarsi autonomamente il viso, pettinarsi o pulire la parte esterna delle orecchie.
L’OSS deve quindi chiedersi: “Che cosa riesce ancora a fare questa persona in sicurezza?” L’obiettivo non è terminare più velocemente, ma mantenere capacità, partecipazione e dignità.
La normale assistenza igienica riguarda soprattutto palpebre, ciglia e area perioculare. L’OSS non deve esercitare pressione sul bulbo oculare, introdurre materiale nell’occhio o utilizzare colliri, pomate e detergenti non previsti dal piano assistenziale.
Prima della procedura bisogna controllare se la persona presenta:
Queste condizioni possono richiedere una tecnica specifica o la valutazione del professionista sanitario.
La procedura concreta deve rispettare il protocollo della struttura. Uno schema generale può essere il seguente:
Indicazioni ospedaliere per la pulizia di palpebre e ciglia raccomandano acqua pulita o precedentemente bollita e raffreddata, un supporto pulito per ogni occhio e movimenti delicati. Alcuni protocolli prevedono di procedere dall’angolo interno verso quello esterno, sostituendo il materiale a ogni passaggio.
Regola fondamentale: un occhio, un materiale pulito.
Usare lo stesso tampone prima su un occhio e poi sull’altro può favorire il trasferimento di secrezioni e microrganismi.
La pulizia deve essere delicata. Se una secrezione è secca e aderente, non deve essere strappata con forza: il materiale può essere ammorbidito secondo la procedura prevista e rimosso progressivamente.
Durante la pulizia bisogna evitare il contatto diretto con il bulbo oculare. Le istruzioni ospedaliere per l’igiene palpebrale raccomandano espressamente di operare sulle palpebre e sui margini evitando di toccare l’occhio.
L’OSS può rilevare:
L’OSS non formula diagnosi di congiuntivite, blefarite o altra patologia. Deve descrivere ciò che osserva e riferirlo tempestivamente.
Dolore oculare, fotofobia, improvvise alterazioni della vista e occhio molto arrossato richiedono particolare attenzione perché possono essere segnali di problemi che necessitano di valutazione urgente.
Il candidato dovrebbe evitare risposte assolute non contestualizzate.
L’OSS non decide autonomamente:
L’eventuale collaborazione nella gestione di colliri o pomate deve avvenire soltanto nel rispetto del profilo, dell’organizzazione del servizio, delle procedure e delle indicazioni del professionista responsabile. Non bisogna mai utilizzare un flacone destinato a un’altra persona o permettere che il beccuccio tocchi occhio, ciglia o superfici.
In presenza di un trauma, di un oggetto penetrato nell’occhio o di una sostanza chimica non si procede con la normale igiene quotidiana.
L’OSS deve attivare immediatamente la procedura di emergenza della struttura e avvisare il professionista sanitario. In caso di esposizione chimica, le indicazioni di primo soccorso prevedono un’irrigazione immediata e prolungata con acqua pulita, senza tentare di rimuovere oggetti penetrati nell’occhio.
La normale igiene del naso riguarda prevalentemente:
L’OSS non deve introdurre in profondità bastoncini, pinze, garze arrotolate o altri oggetti. La pulizia può essere eseguita con materiale morbido e inumidito, secondo il protocollo e le condizioni della persona.
Prima dell’igiene bisogna controllare la presenza di:
La pulizia deve essere effettuata senza tirare, spostare o comprimere i presidi. Eventuali arrossamenti, lesioni o dolore nei punti di appoggio devono essere riferiti.
Gli spray o i lavaggi con soluzione salina possono essere utilizzati in alcune condizioni per fluidificare secrezioni o rimuovere croste, soprattutto dopo specifici interventi.
Non devono però essere applicati automaticamente a ogni paziente: devono essere previsti dal piano assistenziale o indicati dal professionista competente.
L’OSS non deve preparare arbitrariamente miscele, utilizzare farmaci nasali non prescritti o decidere autonomamente di effettuare irrigazioni.
Durante l’igiene può comparire un’epistassi, ossia una perdita di sangue dal naso. In questo caso bisogna interrompere la procedura, avvisare immediatamente il professionista di riferimento e applicare il protocollo aziendale.
Le indicazioni generali di primo soccorso prevedono di mantenere la persona seduta, leggermente inclinata in avanti, e comprimere la parte morbida del naso per circa 10-15 minuti. Non bisogna far reclinare la testa all’indietro o invitare la persona a deglutire il sangue.
Dopo un sanguinamento bisogna evitare di rimuovere croste, soffiare energicamente o introdurre materiale nelle narici, perché ciò potrebbe far riprendere l’emorragia.
L’OSS deve riferire:
Non deve rimuovere autonomamente tamponamenti o dispositivi né tentare di riposizionare un sondino.
Le orecchie possiedono un naturale meccanismo di pulizia. Il cerume non è semplicemente “sporcizia”: contribuisce a proteggere la cute del condotto da polvere, impurità e infezioni.
La normale igiene dell’OSS riguarda:
Dopo il lavaggio l’area deve essere asciugata delicatamente, soprattutto nelle pieghe retroauricolari.
È una delle domande più frequenti nei quiz. Il cotton fioc non deve essere introdotto nel condotto uditivo. Può spingere il cerume più in profondità, provocare un tappo, graffiare la cute, causare sanguinamento o lasciare parte del materiale all’interno.
L’OSS non deve utilizzare nemmeno:
Formula da ricordare: l’orecchio si pulisce fuori, non dentro.
Se la persona riferisce riduzione dell’udito o l’OSS osserva molto cerume all’ingresso del condotto, non deve tentare di estrarlo autonomamente. La rimozione del cerume deve essere effettuata da personale formato con le tecniche appropriate.
Anche eventuali gocce emollienti devono essere utilizzate soltanto quando indicate, considerando che alcune condizioni, come una possibile perforazione timpanica o un recente intervento, possono richiedere precauzioni specifiche.
L’OSS deve segnalare:
Non deve diagnosticare otite o perforazione del timpano.
Prima del bagno, della doccia o del lavaggio dei capelli, l’apparecchio acustico deve generalmente essere rimosso, identificato e conservato in un contenitore sicuro e asciutto. Le protesi acustiche contengono componenti elettronici sensibili all’umidità e devono essere protette dall’acqua.
L’OSS deve:
La cura dei capelli non ha soltanto uno scopo estetico.
Contribuisce a:
Esperienze ospedaliere recenti hanno evidenziato l’importanza di una cura dei capelli inclusiva e personalizzata, rispettosa delle diverse tipologie, consistenze e abitudini culturali. L’OSS dovrebbe quindi chiedere alla persona come preferisce pettinarsi e quali prodotti utilizza abitualmente, quando ciò è compatibile con il contesto assistenziale.
Prima di pettinare bisogna osservare cuoio capelluto e capelli.
L’OSS può rilevare:
I capelli vengono districati delicatamente, generalmente partendo dalle punte e risalendo progressivamente, sostenendo la ciocca per evitare trazioni dolorose sul cuoio capelluto. In presenza di nodi molto compatti non bisogna tirare con forza o tagliare i capelli senza il consenso della persona e senza rispettare le procedure del servizio.
Per il paziente allettato il lavaggio può essere eseguito utilizzando un lavatesta da letto, un catino specifico o altri dispositivi previsti dalla struttura.
Prima di procedere bisogna valutare:
Se la persona non può estendere o ruotare il collo, non bisogna forzare la posizione.
Lo schema può essere così sintetizzato:
Per i pazienti allettati possono essere utilizzati lavatesta gonfiabili o dispositivi senza risciacquo, quando previsti dall’organizzazione assistenziale.
Lo shampoo non deve entrare negli occhi. La persona può essere invitata a tenerli chiusi e deve essere protetta secondo la procedura.
Anche le orecchie devono essere mantenute il più possibile asciutte, soprattutto in presenza di:
L’OSS non deve inserire materiale profondamente nel condotto nel tentativo di proteggerlo.
L’acqua deve essere confortevole e sicura. Non bisogna affidarsi soltanto alla percezione dell’assistito, perché alcune persone possono avere una sensibilità ridotta.
È necessario applicare il metodo previsto dalla struttura per verificare la temperatura, evitando acqua eccessivamente calda che possa provocare ustioni o irritazioni.
Al termine del lavaggio bisogna asciugare:
Lasciare la persona con capelli bagnati e indumenti umidi può provocare disagio e raffreddamento. L’asciugacapelli, quando utilizzato, deve essere mantenuto a distanza di sicurezza, con temperatura moderata e controllando continuamente il comfort della persona.
Domanda: “Deve effettuare l’igiene di occhi, naso, orecchie e capelli a un paziente anziano non autosufficiente. Come procede?”
Una risposta efficace potrebbe essere: “Prima verifico il piano assistenziale e la presenza di interventi, medicazioni o dispositivi. Identifico e informo la persona, garantisco privacy, preparo il materiale ed effettuo l’igiene delle mani. Favorisco l’autonomia residua e posiziono il paziente in sicurezza.”
Poi: “Per gli occhi utilizzo materiale pulito e distinto per ciascun occhio, detergendo delicatamente le palpebre senza toccare il bulbo. Per il naso pulisco soltanto l’area esterna e le secrezioni visibili senza introdurre oggetti in profondità. Per le orecchie detergo padiglione e zona retroauricolare senza utilizzare bastoncini nel condotto.”
Infine: “Prima del lavaggio dei capelli rimuovo e conservo in sicurezza eventuali apparecchi acustici, proteggo letto, occhi e orecchie, controllo la temperatura dell’acqua e rispetto le condizioni della persona. Al termine asciugo accuratamente, garantisco comfort e riferisco eventuali dolore, secrezioni, sanguinamenti o alterazioni osservate.”
1. Usare lo stesso tampone per entrambi gli occhi
2. Strofinare energicamente palpebre e ciglia
3. Toccare direttamente il bulbo oculare
4. Applicare colliri o pomate non previsti
5. Introdurre bastoncini o garze in profondità nel naso§
6. Rimuovere croste nasali con forza
7. Far inclinare indietro la testa durante un’epistassi
8. Inserire cotton fioc nel condotto uditivo
9. Tentare di estrarre autonomamente un tappo di cerume
10. Bagnare l’apparecchio acustico
11. Lasciare protesi acustiche avvolte in fazzoletti o biancheria
12. Tirare energicamente i capelli annodati
13. Lavare i capelli senza verificare limitazioni cervicali
14. Lasciare collo, capelli o biancheria umidi
15. Ignorare dolore, sanguinamento, secrezioni o improvvisi cambiamenti
1. Si può usare lo stesso tampone per entrambi gli occhi?
No.
2. L’igiene oculare interessa principalmente palpebre e ciglia?
Sì.
3. L’OSS può diagnosticare una congiuntivite?
No.
4. Il cotton fioc può essere inserito nel condotto uditivo?
No.
5. Il cerume svolge anche una funzione protettiva?
Sì.
6. L’OSS può rimuovere autonomamente un tappo di cerume?
No.
7. Il naso può essere pulito introducendo bastoncini in profondità?
No.
8. In caso di epistassi bisogna avvisare il professionista?
Sì.
9. Durante l’epistassi la testa va reclinata all’indietro?
No.
10. L’apparecchio acustico deve essere protetto dall’acqua?
Sì.
11. Prima dello shampoo bisogna verificare le limitazioni cervicali?
Sì.
12. I capelli annodati devono essere tirati con forza?
No.
13. La cura dei capelli deve rispettare le preferenze personali?
Sì.
14. Dolore oculare e improvvisa alterazione della vista devono essere riferiti rapidamente?
Sì.
15. L’OSS deve osservare e riferire senza formulare diagnosi?
Sì.
OCCHI: mani → materiale separato → delicatezza → niente bulbo → osservare → riferire
NASO: pulizia esterna → niente oggetti profondi → attenzione ai dispositivi → riferire sanguinamento
ORECCHIE: padiglione e pieghe → asciugare → niente cotton fioc → proteggere apparecchi acustici
CAPELLI:: preferenze → osservare cute → districare → proteggere → lavare → asciugare
Formula per la prova: DELICATEZZA + SICUREZZA + OSSERVAZIONE + RISPETTO
Una risposta superficiale potrebbe limitarsi a dire: “Lavo viso, orecchie e capelli.”
Una risposta professionale dimostra invece che il candidato conosce le zone delicate, evita manovre invasive, protegge dispositivi e protesi, favorisce l’autonomia e riconosce i segnali da riferire.
Il compito dell’OSS non è soltanto eseguire una procedura, ma garantire che l’assistenza venga svolta nel rispetto di dignità, comfort, sicurezza e limiti di competenza.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
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