il 2025 è appena iniziato e si preannuncia come un anno cruciale per la categoria degli OSS (Operatori Socio-Sanitari), che si troveranno ad affrontare importanti sfide e aspettative. Una delle principali necessità è l’attuazione di riforme sostanziali, considerando che il 2024 è trascorso senza risultati concreti per la professione.
Nonostante le promesse e le aspettative, le leggi in vigore prevedono solo una generica riorganizzazione del lavoro. Ciò che realmente preme agli OSS, tuttavia, è la chiusura delle trattative sui contratti di lavoro, spesso penalizzanti.
Mentre per il contratto della Sanità pubblica le risorse sono totalmente inadeguate con un grossa perdita del potere di acquisto. Il taglio del cuneo fiscale proposta dalla manovra del 2025 provocherà una penalizzazione con una perdita salariale molto alta.
Tra le riforme attese, spicca il riordino delle professioni sanitarie, che comprende anche il controverso tema dell’assistente infermiere.
Parallelamente, rimane urgente affrontare la questione dell’istituzione del collegio OSS e del registro nazionale della categoria. Tuttavia, il sistema appare ancora cronicamente inadeguato nell’aggiornamento professionale, una carenza che rischia di penalizzare gli OSS di fronte alle crescenti sfide del settore.
Nel panorama attuale, caratterizzato da una crescente domanda di competenze specializzate e riconoscimenti istituzionali, nuove figure emergono accanto alle professioni tradizionali. Il mercato dei servizi professionali in Italia ha mostrato una crescita costante negli ultimi anni, rispecchiando l’evoluzione delle esigenze lavorative. Ad esempio, con la legge n. 55/2024 è stato introdotto l’ordinamento delle professioni pedagogiche ed educative e l’istituzione dell’elenco nazionale delle guide turistiche.
Nonostante ciò, l’Operatore Socio-Sanitario, una figura essenziale per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e per il settore sanitario pubblico e privato, rimane ancora privo di un registro nazionale e di un collegio professionale.
In qualità di Migep-Stati Generali OSS–SHC, esprimiamo il nostro rammarico e la nostra frustrazione per questa situazione, che si protrae da oltre vent’anni. La nostra battaglia per l’istituzione di un registro nazionale unico degli OSS ha come obiettivo la regolamentazione, la valorizzazione e la tutela del profilo professionale.
L’istituzione di un registro nazionale e di un collegio rappresenterebbe un passo fondamentale verso la professionalizzazione e la protezione degli OSS. In un contesto in cui il valore delle competenze è cruciale, è ormai inaccettabile che questa figura essenziale venga ignorata nelle normative.
Promuovere il dialogo: Organizzare assemblee nelle diverse realtà lavorative per discutere dei problemi e delle priorità, coinvolgendo gli OSS nella creazione di una delegazione rappresentativa che possa negoziare miglioramenti contrattuali.
Istituire il collegio OSS: Rafforzare il registro nazionale esistente, trasformandolo in un collegio professionale che riconosca gli OSS come una categoria che opera all’intersezione tra il sociale e il sanitario.
Valorizzare la formazione continua: Implementare programmi di aggiornamento professionale certificati, che garantiscano il riconoscimento delle competenze e il ruolo dell’OSS come figura chiave nel rispondere ai bisogni reali delle persone e delle comunità.
Nonostante il loro ruolo cruciale, continuano a essere penalizzati da retribuzioni insufficienti, diritti compressi e una mancanza di strumenti adeguati per affrontare le sfide di una professione sempre più complessa.
Il 2025 deve rappresentare un punto di svolta: la politica deve finalmente rispondere alle esigenze di questa categoria, assicurando standard di assistenza adeguati e riconoscendo il valore insostituibile degli OSS. Solo attraverso una maggiore coesione e il sostegno reciproco sarà possibile ottenere i cambiamenti tanto attesi.
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