“Un trattamento iniquo, che spacca la sanità valdostana in lavoratori di serie A e di serie B”. La Lega Vallée d’Aoste non usa mezzi termini nel commentare l’approvazione, all’interno della terza variazione del bilancio regionale, di un’indennità speciale di attrattività territoriale destinata ai vertici dell’Azienda Usl Valle d’Aosta. Un provvedimento che la stessa Lega contesta anche perché la maggioranza ha al contempo “respinto ancora una volta la proposta di introdurre un’indennità per gli oss“.
“Gli oss – scrive la Lega in una nota – sono oggi l’unica categoria del comparto sanitario totalmente esclusa dalle indennità aggiuntive. Per loro un aumento di circa 350 euro al mese, fondamentale per arginare la fuga di professionisti verso la Svizzera, dove gli stipendi sono nettamente più competitivi, è stato ritenuto insostenibile”.
E ancora: “Al contempo, con estrema facilità, si sono trovate le risorse per concedere aumenti fino a 5.000 euro in più al mese ai vertici dell’Usl Valle d’Aosta. Pagare adeguatamente un direttore, se lavora bene e porta risultati, è una cosa assolutamente lecita e condivisibile. Chi ha grandi responsabilità gestionali deve essere retribuito in modo corretto. Ma quello che non tolleriamo è l’ipocrisia politica”.
Particolarmente dura la posizione del movimento Valle d’Aosta Futura: “Siamo al paradosso: l’Azienda sanitaria della Valle d’Aosta è in deficit, ma mamma Regione interviene per ripianare il debito e ‘premiare’ chi l’ha portata in pessime acque. Se ci trovassimo nel privato, gli amministratori delegati sarebbero invitati a dimettersi. I manager locali della nostra sanità, invece, vengono premiati. Più fai risparmiare l’Azienda e più riduci i servizi, più ti premio. Gli utenti valdostani? Numeri. Altro che roboanti dichiarazioni in cui si parla di ‘cittadini al centro’. Noi di Valle d’Aosta Futura diciamo basta a questo modo di gestire. Basta a un servizio che scontenta tutti (o quasi). Basta con soldi distribuiti a chi dimostra di non saper gestire la salute pubblica”.
Prosegue VdA Futura: “Una domanda sorge spontanea: come si fa ad andare in rosso quando l’Azienda, soprattutto negli ultimi anni, ha goduto di finanziamenti sempre maggiori (275 milioni nel 2018, 303 nel 2021 e 333 nel 2024)? E a fronte di una costante riduzione di servizi e di personale (672 infermieri nel 2018 e 640 nel 2023; 354 medici nel 2018 e 340 nel 2023), oltre ai tagli di posti letto (erano 499 nel 2018 e sono scesi a 424 nel 2023). Poi abbiamo capito. Siccome tutti i progetti sull’attrattività di medici e infermieri sono falliti (o quasi), daremo 60.000 euro di premio annuo al direttore generale e 48.000 ai direttori amministrativo e sanitario, i quali, poverini, percepiscono (oggi) rispettivamente ‘solo’ 154.000 euro annui (il direttore generale) e 124.000 ciascuno (gli altri due). E agli infermieri? Agli oss? Ai medici? Eh, no, per quelli non ci sono soldi”.
Forti perplessità sul tema sono state espresse anche dalla Cgil: “Pur riconoscendo l’importanza di rendere attrattive le posizioni di vertice della sanità pubblica, riteniamo necessario aprire una riflessione sul metodo seguito dall’amministrazione e sul rispetto dei principi che regolano l’accesso agli incarichi pubblici. L’aspetto che desta maggiore preoccupazione riguarda la cronologia degli atti amministrativi. L’indennità integrativa è stata infatti deliberata successivamente alla pubblicazione del bando per la selezione del direttore generale”.
Prosegue la Cgil: “Se l’amministrazione aveva già individuato la necessità di rafforzare l’attrattività economica dell’incarico per ampliare la platea dei candidati, tale scelta avrebbe dovuto essere definita prima dell’avvio della procedura selettiva. La preventiva definizione del trattamento economico rappresenta infatti una garanzia di trasparenza, pubblicità e parità di accesso, consentendo a tutti i potenziali candidati di valutare l’incarico sulla base delle medesime informazioni”.
Cisl Fp, Nursind, Nursing Up e Savt Santé, dal canto loro, ritengono “più che mai opportuno che siano previste indennità eque e stabili per tutto il personale del Servizio sanitario regionale della Valle d’Aosta, soprattutto quello escluso dalle leggi di attrattività”. E aggiungono: “E’ di fondamentale importanza l’istituzione di un confronto attraverso l’istituzione di un tavolo permanente di contrattazione integrativa Regione-sindacati-Usl”.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
La Regione Sardegna, insieme all'agenzia regionale per il lavoro Aspal, ha pubblicato un avviso pubblico…
Le deputate pentastellate Marianna Ricciardi e Daniela Torto hanno presentato un'interrogazione parlamentare sul tema. “Secondo…
Di seguito una lettera aperta che Angelo Minghetti (Federazione Migep), Gennaro Sorrentino (Stati Generali Oss)…
"La nostra Azienda è vicina e solidale con le lavoratrici e i lavoratori coinvolti in…
Il profilo dell’operatore socio-sanitario è stato aggiornato: cosa prevede la nuova disciplina e quali argomenti…
Dal D.Lgs. 81/2008 al pubblico impiego: guida a sicurezza, DPI, rischio biologico, movimentazione dei pazienti…