La scrivente organizzazione sindacale accoglie con favore l’avvio dell’Osservatorio regionale sullo sfruttamento lavorativo previsto nel Piano Regionale di Sviluppo 2024-2029 della Regione Sardegna, promosso dall’Assessorato competente e finalizzato al contrasto del lavoro irregolare, precario e stagionale. Si tratta di un segnale istituzionale importante e atteso, che riconosce la necessità di affrontare un fenomeno trasversale che non può essere socialmente tollerato.
Tuttavia riteniamo necessario che l’Osservatorio estenda esplicitamente il proprio raggio d’azione anche al settore socio-sanitario, dove esiste una criticità strutturale spesso sottovalutata: lo sfruttamento che si manifesta attraverso il demansionamento degli Operatori Socio Sanitari (OSS).
Il demansionamento, particolarmente diffuso nelle RSA, nelle cooperative, negli istituti privati e nelle residenze assistenziali, quando si traduce in un utilizzo improprio delle competenze professionali, in turni gravosi, carichi di lavoro eccessivi e retribuzioni non adeguate, rientra pienamente nelle dinamiche dello sfruttamento lavorativo. Non si tratta di semplici disfunzioni organizzative interne, ma di una zona grigia che incide direttamente sulla dignità dei lavoratori, sulla sicurezza degli operatori e sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.
Quando gli OSS vengono impiegati per colmare carenze strutturali, caricati di responsabilità non coerenti con il profilo contrattuale o utilizzati al di sotto delle proprie competenze professionali, siamo di fronte a condizioni che devono essere analizzate e contrastate in modo sistematico. L’inclusione di queste situazioni tra gli ambiti di osservazione consentirebbe di produrre dati, analisi e proposte concrete utili a riformare il sistema.
Portare il tema all’interno dell’Osservatorio significa riconoscere che la tutela del lavoro passa anche dalla valorizzazione delle professioni assistenziali. Difendere il comparto sanitario e socio-sanitario dallo sfruttamento non è una rivendicazione corporativa: è una scelta di politica sanitaria. Non può esistere una sanità di qualità senza lavoro rispettato, riconosciuto e correttamente inquadrato.
La tutela di questi lavoratori non è solo un obiettivo amministrativo: è un dovere giuridico e un imperativo morale. Non parliamo di una semplice distorsione del mercato, ma della protezione di diritti fondamentali della persona. Per questo chiediamo formalmente l’apertura di un confronto istituzionale e un incontro con l’Assessorato, affinché la nostra organizzazione possa partecipare ai tavoli dell’Osservatorio come parte rappresentativa del comparto socio-sanitario. Difendere gli OSS significa difendere un pilastro silenzioso del sistema di cura.
Redazione OssNews24
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