Sono oltre 330mila: un “esercito” silenzioso che assiste il cittadino, pur non avendo il giusto riconoscimento economico e sociale. Ruolo istituito grazie all’Accordo Stato – Regioni del 22 febbraio 2001, in oltre 23 anni la figura dell’operatore socio-sanitario (oss) non ha ottenuto chiarezza di mansione e non è annoverata fra le professioni sanitarie né tra lavori usuranti.
Eppure all’oss viene richiesto quotidianamente il compito delicatissimo e gravoso di soddisfare i bisogni primari della persona in un contesto sia sociale che sanitario. Benessere, autonomia e dignità per i più fragili, in poche parole.
Non solo. La nota carenza di personale infermieristico nell’organico degli ospedali italiani fa sì che gli oss si trovino sempre più spesso chiamati a sopperirvi, pur di garantire all’assistito le cure di cui abbisogna.
La beffa continua con stipendi che mortificano, con i sacrifici e con la preparazione che questa professione richiede. Adesso bisogna dire basta! SHC OSS è il sindacato che rappresenta la categoria e ne promuove l’evoluzione economica e sociale attraverso il riconoscimento di ruoli e mansioni, e la richiesta di corsi professionalizzanti e relativo adeguamento contrattuale.
Redazione Nurse Times
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