La segreteria generale di Fsi-Usae ha preso atto, in modo formale, della bozza di intesa tra ministero della Salute e Conferenza Stato-Regioni, tutt’ora in esame al ministero della Salute, sulle assunzioni di personale sanitario e operatori socio-sanitari (oss) dall’estero, che istituirebbe fino a 31 dicembre 2025 l’elenco speciale straordinario anche per l’operatore socio-sanitario sotto gli Ordini infermieristici.
In realtà quest’ultimo, detto “elenco speciale straordinario per operatori socio-sanitari”, sarebbe in via “permanente” presso gli Ordini delle professioni sanitarie infermieristiche, indipendentemente dalla provenienza dell’ attestato di qualifica. La bozza ha inoltre deliberato una presa di posizione nettamente contraria a certe ipotesi, che esprimono un deciso no a registri di oss presso gli Opi e, soprattutto, un categorico no alla trasformazione dell’oss in una sorta di aiuto infermiere.
Ma è stato nel corso della riunione che ha portato alla presa di posizione che Adamo Bonazzi ha usato toni più duri e ha detto: “L’oss è una professione che, con propri compiti e in un ottica multidisciplinare, è parte integrante dell’equipe a sostegno dei bisogni di salute degli utenti. E su questo abbiamo le idee ben chiare. Le consultazioni che abbiamo fatto sui territori e il convegno di Perugia del 2 dicembre scorso ci hanno aiutato a capire le varie problematiche connesse e le possibili soluzioni legislative e contrattuali. Non esiteremo a portarle avanti in tutte le sedi sia necessario”.
E ancora: “Gli oss sono una professione sociosanitaria e vogliono un albo e un collegio professionale vero, non delle prese per i fondelli. Diffidiamo fortemente di chi, da infermiere generico, dice di rappresentare gli oss e poi, pur di avere un briciolo di visibilità, china il capo alle illegittime richieste della Fnopi per trasformare gli oss in soggetti subalterni a vita. Abbiamo combattuto una vita per difendere gli infermieri da analoghe richieste dei medici, e ora non permetteremo che invertano il ruolo e vittimizzino gli oss”.
Tali parole sono state poi ripetute anche nel corso di una videoconferenza con i portavoce del Coordinamento nazionale degli operatori socio-sanitari, e con ogni probabilità saranno ripetute ai partecipanti al convegno in Fiera del prossimo 19 aprile a Bologna.
Redazione OssNews24
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