La protesta degli operatori socio-sanitari rimasti a casa: “Logica non clienterale avrebbe voluto che si procedesse alle assunzioni da una graduatoria valida, che esiste”.
Gli oss ancora precari, sebbene risultati idonei al concorso di Foggia, tornano a far sentire la loro voce. “Noi non siamo gli avvisisti del 18 aprile, che adesso stanno lavorando per Sanità Service – spiega Loredana Primavera, che partecipa a un comitato di oss in protesta –. Noi siamo gli oss di cui nessuno parla e di cui nessuno vuole parlare. Siamo idonei in graduatoria, abbiamo lavorato nella pandemia, ma siamo stati lasciati a casa senza alcuna possibilità di reintegro”.
Invece, secondo Primavera, l’impegno profuso durante la fase acuta della pandemia dovrebbe essere premiata: “Molti di coloro che oggi sono in Sanità Service sono in posti più bassi nella graduatoria, e non si sa perché. Questa benedetta graduatoria doveva scorrere tutta. Invece si va avanti sempre per assunzioni a tempo determinato, creando precariato su precariato e non consentendo a nessuno di maturare i requisiti. Logica non clienterale avrebbe voluto che in seguito al fabbisogno, si procedesse alle assunzioni da una graduatoria valida, che esiste. Io sono 4.557esima in graduatoria, ho lavorato nel reparto Covid dell’ospedale di Galatina per otto mesi, ma da dicembre sono senza lavoro, insieme a 100 miei colleghi“.
Redazione OssNews24
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