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Nursing Up, De Palma: non sia modificato l’art.74 della legge di Bilancio 2021

”Onorevole Presidente, Onorevoli Deputati,

in relazione alle disposizioni di cui all’art. 74 della Legge di Bilancio 2021,  attualmente in esame ed oggetto di dibattito in sede di Commissione Bilancio, intendiamo esprimere la nostra più viva preoccupazione per le notizie giunte in queste ultime ore circa l’avvenuta presentazione di emendamenti a tali disposizioni; che intendono ampliare quel bacino di  destinatari per il quale tali disposizioni sono state in prima battuta  concepite.

Il paventato ampliamento per via emendativa, dell’alveo di quei destinatari, al cui riconoscimento ed alla cui valorizzazione mira l’articolo 74 nella sua formulazione odierna, e cioè i professionisti infermieri dipendenti di strutture pubbliche del S.S.N., costituisce, a parer nostro, un pericoloso “passo indietro”; rispetto non soltanto alla specificità del servizio professionale infermieristico che la norma intende, nella sua formulazione originaria, univocamente tutelare, ma anche rispetto a quella  innovatività che sottende il testo attualmente oggetto d’esame e che; proprio attraverso la valorizzazione di un anello cardine del S.S.N. pubblico quale è quello infermieristico, torna finalmente a dare maggiore rilievo alle strutture sanitarie pubbliche, così palesemente in controtendenza, dunque, con tutto quel florilegio di norme che negli ultimi decenni hanno determinato una evidente e crescente contrazione del  ruolo di attore principale e quasi esclusivo che lo Stato è chiamato a  ricoprire quando assicura la salute dei cittadini proprio valorizzando e  potenziando le risorse già esistenti all’interno delle sue strutture  pubbliche. 

L’ampliamento dell’alveo dei destinatari a cui tale articolo 74, nella sua formulazione odierna fa rifermento, potrebbe soltanto sostanziarsi in una ennesima dispersione e frammentazione di risorse economiche (allo stato  già estremamente esigue) rendendo inefficace la volontà originaria del  proponente, che ha voluto, con tale articolo 74, riconoscere e valorizzare  esclusivamente la categoria dei professionisti infermieri. 

Qui non si parla di fare sterili distinzioni tra categorie professionali. La  professione infermieristica – giova infatti sottolinearlo – è tra quelle che sono state regolamentate prima di molte altre professioni di ambito sanitario; e rappresenta una professione che raccoglie un’enorme stima ed innumerevoli riconoscimenti della sua autorevolezza da parte sia di cittadini italiani sia sul piano internazionale.

Alla professione di infermiere, infatti, competono responsabilità giuridico assistenziali scaturenti dal peculiare rapporto di interazione diretta che questi instaura con il paziente: una relazione sottesa dal complesso alveo di responsabilità funzionali legate alla presa in carico ed al presidio dei  “bisogni di salute del cittadino”; sviluppando, al contempo, un approccio  manifestamente olistico, sia verso l’infermo sia verso l’infermità che  affligge quest’ultimo

In virtù di queste delicate caratteristiche che precipuamente contraddistinguono i professionisti infermieri all’interno del panorama di tutte le figure professionali sanitarie, è generalmente e comunemente condivisa l’asserzione ; peraltro sostenuta formalmente dal diritto, secondo cui la funzione infermieristica si sostanzia in un complesso ed  integrato apporto di attività professionali, di tipo sanitario ed  assistenziale, non meramente ed esclusivamente prestazionali; come accade per altre professioni sanitarie, bensì parimenti preventive,  curative e di salvaguardia della salute individuale e collettiva. 

Non è pleonastico, quindi, portare ancora una volta all’attenzione di Voi Onorevoli Deputati l’evidenza di ciò che, proprio in un tempo solcato da una pandemia che ha funestato un intero sistema sociale, hanno inteso rappresentare i professionisti infermieri, ovvero quello “zoccolo duro” capace di garantire, con un encomiabile spirito di abnegazione e di servizio; un’assistenza H/24 nei molteplici setting aziendali a vari livelli,  senza far venire mai meno “la tenuta” del sistema sanitario nazionale  pubblico. 

E sono ancora una volta gli infermieri, che, a dispetto di tutto quello che non si vuole riconoscere, si sono trovati a dover “pagare”, accanto e ben più degli stessi sanitari medici, il prezzo più alto di questa penosa battaglia, sia in termini di numero di contagi (superando, su questo punto in  particolare, di gran lunga il numero di contagi registrati tra il solo personale  medico);

sia arrivando a rappresentare – ribadiamo, soltanto gli infermieri  – un numero di contagiati di poco inferiore al 50 % di tutto il personale  sanitario (medici inclusi) operante alle dipendenze e non del S.S.N.; sia in termini di vite umane “immolate sul delicato altare della responsabilità  professionale” e conseguentemente venute a mancare proprio mentre  esprimevano ai massimi livelli il proprio mandato deontologico. 

E’ proprio per questo che scrivo, Onorevole Presidente ed Onorevoli Deputati. 

Sto volutamente stigmatizzando quella “distinta, originaria e peculiare  forma di responsabilità che è in capo soltanto alla professione  infermieristica” e che sottende lo spirito dell’indennità di specificità professionale di cui all’articolo 74 in parola. 

Un riconoscimento, dunque, proprio in termini economici, percettibilmente sostanziali, attesi i nostri esigui stipendi, che il Ministro  della Salute Roberto Speranza e le Regioni ci hanno da tempo promesso; specialmente dopo i partecipati scioperi e le manifestazioni che abbiamo realizzato su tutto il territorio nazionale; queste ultime con il determinante  sostegno di associazioni di cittadini e di rappresentanze della collettività  professionale. 

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, Le chiediamo, come chiediamo anche a tutti gli altri Onorevoli destinatari della presente; di coscienziosamente adoperarsi affinché quanto sopra illustrato sia tenuto davvero in debita considerazione ed affinchè l’articolo 74 della Legge di  Bilancio 2021 in fase di discussione non sia affatto modificato.

Chiediamo, infine, di sostenere una integrazione delle risorse  attualmente costituite in disponibilità per l’indennità infermieristica (pari  a 335 milioni di euro), elevandone la consistenza di un import pari ad  almeno ulteriori 100 milioni; rendendosi tutto ciò necessario se si  intende davvero rendere valorizzante (almeno in piccola parte) la  tipologia di indennità destinata a ricompensare la delicata funzione  assistenziale infermieristica. 

Come infermieri stiamo continuando a manifestare in tutta Italia per  sostenere, tra le altre, le istanze sopra riportate. Dopo la manifestazione al  Circo Massimo tenutasi qui a Roma lo scorso 15 ottobre, che ha visto la  partecipazione di migliaia di professionisti infermieri giunti da tutta Italia, e la giornata di sciopero della categoria infermieristica indetta nello scorso  mese di novembre, le proteste a sostegno di queste nostre rivendicazioni  proseguiranno oggi a Salerno, Caserta, Como, Trento, Savona e Ferrara, domani a Napoli, Milano, Genova, Bologna e Bolzano, e continueremo  ancora a rivendicarle perché il 7 dicembre p.v. manifesteremo a Torino,  Venezia, Varese, poi il 10 dicembre saremo a Palermo, ecc. ecc. 

Riteniamo, insomma, che sia giusto che gli altri professionisti sanitari siano  sostenuti, ma non sottraendo importi e quote ai già esigui stanziamenti messi in campo esclusivamente per gli infermieri, che renderebbero nei fatti nullo quel riconoscimento e quella valorizzazione che da tanto questi  ultimi attendono. 

Non è stato facile giungere alla definitiva soluzione di garantire circa 100 euro netti al mese nella busta paga degli infermieri che sono alle dipendenze delle strutture pubbliche del S.S.N. Pochi, davvero pochi, ma  comunque decisivi per costruire un futuro diverso. 

Abbiamo chiesto pubblicamente all’Onorevole Ministro Speranza ed alle Regioni, di vigilare; affinché non vengano vanificati gli sforzi che tutte le  forze in campo fino ad oggi hanno inteso fare!

Proprio in queste ore registriamo che secondo i dati ISS; oggi si registrano  più di 1000 operatori sanitari infetti e tra questi quasi 500 sono  professionisti infermieri. 

Questi sono i numeri. Questo è il prezzo “che noi professionisti  dell’assistenza infermieristica siamo chiamati a pagare; più di chiunque  altro e differentemente da quanto avviene per gli altri e diversi operatori  sanitari”

Resto a disposizione per ogni eventuale approfondimento. ”

Antonio De Palma, Presidente Nursing Up  Il Sindacato degli Infermieri Italiani 

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