La Federazione Migep e gli Stati Generali – SHC OSS, dopo la presentazione del documento conclusivo del 10 marzo alla Camera dei Deputati, sollecitano tutte le forze politiche a riconoscere l’Operatore Socio‑Sanitario (OSS) nel DPCM promesso dal Ministero della Salute e nella revisione della legge Lorenzin. Viene evidenziato il rischio di una “sanità binaria” – composta solo da medici e infermieri – che oscurerebbe il ruolo centrale di oltre 300.000 OSS nel territorio nazionale. Al centro della proposta, l’istituzione di un registro nazionale professionale degli OSS, prerequisito per la costituzione di un collegio professionale, serve a garantire rappresentanza, quote associative e piena cittadinanza istituzionale nella riforma delle professioni sanitarie.
Nel corso della presentazione del documento conclusivo del 10 marzo alla Camera dei Deputati, Federazione Migep e Stati Generali OSS hanno preso atto della prima citazione ufficiale dell’Operatore Socio‑Sanitario all’interno dell’indagine conoscitiva della Commissione Affari Sociali, votata in Aula. Tuttavia, il testo evidenzia soluzioni soltanto per due figure professionali – medici e infermieri – lasciando in ombra la complessità di un sistema sanitario dove ogni professionista è strategico.
Il Migep sottolinea come oltre 300.000 OSS, ormai fondamentali nel sistema socio‑sanitario, non trovino ancora un adeguato riconoscimento normativo e istituzionale, generando incertezza e disagio tra gli operatori sul fronte stipendiale e di carriera.
Il DPCM promesso dal Ministro della Salute e la revisione della legge Lorenzin del 2018 rappresentano un’occasione imprescindibile per colmare questo vuoto normativo. Secondo la Federazione Migep, è essenziale superare la visione di una sanità “binaria” e includere l’OSS nella riorganizzazione delle professioni sanitarie, valorizzando il contributo quotidiano di questi professionisti nella cura e nell’assistenza alle persone.
Il 29 aprile, durante l’incontro con la Deputata Malavasi (foto), è emerso il rischio che l’OSS resti escluso da ogni valorizzazione se non si conosceranno presto i contenuti del DPCM. La parlamentare ha ribadito che, senza una solida rappresentanza numerica derivante dal registro e dalle quote associative, non sarà possibile ottenere il riconoscimento di categoria nel disegno di legge.
La strategia adottata dalla Federazione Migep e dagli Stati Generali OSS punta quindi a coinvolgere attivamente tutte le forze politiche, sollevando l’attenzione sull’importanza di mettere “al centro la questione dell’operatore socio‑sanitario”.
La riforma delle professioni sanitarie rappresenta una notizia di attualità di grande rilievo per il news italiano, poiché coinvolge migliaia di professionisti che ogni giorno operano nel sistema salute. L’istituzione del registro nazionale professionale OSS non è una richiesta di privilegi, ma il riconoscimento di un percorso professionale solido, ormai indispensabile per una sanità moderna, inclusiva e rispettosa di tutte le figure coinvolte.
Federazione Migep – Stati Generali Oss
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