“Le persone che muoiono oggi sono quelle che si sono ammalate quando avevamo quarantamila di casi al giorno, o giù di lì. Le misure di sorveglianza andavano stabilite prima. Ora il Governo sceglie misure di compromesso, fra la decisione politica di salvaguardare l’economia e la necessità di tenere i contagi il più possibile sotto controllo.
A oggi prevedere quale sarà il loro impatto è difficile se non impossibile. Un protocollo unico di cura non c’è perché al momento non esiste nessuna terapia specifica ma solo trattamenti finalizzati a contenere la patologia. Qualsiasi malattia infettiva è potenzialmente prevenibili. Gli ottocento morti al giorno testimoniano il fallimento totale dell’azione di prevenzione.
Se non ci salva il vaccino, non abbiamo nessun altro strumento per contenere una terza ondata. Se a gennaio riapre tutto a partire dalle scuole, sarà assolutamente inevitabile”. Lo dichiara Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova.
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