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Casa di riposo degli orrori a Latera (Viterbo): l’inquietante condotta dell’oss accusato di violenza sessuale

Le intercettazioni e le indagini condotte dai carabinieri di Viterbo hanno portato alla luce episodi sconvolgenti di abusi fisici, psicologici e sessuali all’interno della casa di riposo Villa Daniela di Latera (Viterbo), soprannominata ormai “la casa degli orrori”. Secondo l’ordinanza della gip Savina Poli, che ha disposto misure cautelari per sei operatori socio-sanitari (oss), si parla di condotte “riprovevoli” che hanno coinvolto diversi anziani, sette dei quali sono morti durante le indagini.

Tra i sei indagati, l’oss Mirko Tosi è accusato anche di violenza sessuale nei confronti di una donna di 85 anni, deceduta lo scorso novembre. La gip ha definito le sue condotte come “atti compiuti mediante costrizione” e “lesivi della dignità e del benessere psicofisico della vittima”.

Gli abusi documentati: un quadro agghiacciante

Gli episodi di violenza, ricostruiti grazie alle intercettazioni, risalgono al periodo tra luglio e settembre 2024. La vittima, un’anziana ospite della struttura, avrebbe subito approcci verbali espliciti e palpeggiamenti da parte dell’oss. Frasi come “Sei la mia patatina”, “Quando facciamo l’amore?” e “Tirami un bacetto” sarebbero state rivolte alla donna mentre le venivano imposti baci, carezze e atti fisici non consensuali.

Il 29 settembre uno degli episodi più gravi: l’anziana sarebbe stata legata al letto per quasi 24 ore, periodo durante il quale Tosi avrebbe abusato di lei ripetutamente, utilizzando anche strumenti come un manico di scopa. La gip sottolinea che “gli atti sono stati compiuti a fronte dell’opposizione e del rifiuto della vittima, approfittando del fatto che fosse immobilizzata”.

Maltrattamenti e umiliazioni: un sistema di abusi sistematico

Secondo l’ordinanza, l’oss avrebbe “scosso violentemente la donna, provocandole dolore” e si sarebbe rifiutato di slegarla, nonostante le sue richieste esplicite. In altre occasioni le avrebbe inflitto ulteriori sofferenze con atteggiamenti irruenti e gesti violenti, come due testate, documentate dagli strumenti di intercettazione.

“La condotta dell’indagato ha inciso gravemente sul benessere psicofisico della vittima, oltre a violarne la dignità”, ha dichiarato la gip Poli, aggiungendo che gli atti sessuali “non erano in alcun modo evitabili dalla vittima”.

Le misure cautelari e gli indagati

Sono tre gli oss finiti in carcere: oltre a Mirko Tosi, 36 anni; Carmine Battiloro, 23 anni; Marinela Ciasar, 52 anni. Altri tre sono stati sospesi dall’esercizio delle funzioni: Eugenia Monelli, 31 anni (sospesa per un anno), Tommaso Curio, 59 anni (anche lui sospeso per un anno) e Domenico Renzetti, 49 anni (sospeso per sei mesi).

Le indagini, coordinate dal pm Flavio Serracchiani, hanno accertato almeno 21 vittime di maltrattamenti. Un numero che getta un’ombra pesante sull’intero sistema di gestione della struttura. Questo caso drammatico accende nuovamente i riflettori sulla necessità di controlli rigorosi nelle strutture per anziani, al fine di evitare che episodi di tale gravità possano ripetersi.

Redazione OssNews24

Fonte: Nurse Times

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