Stefano Lazzarini, rappresentante del sindacato, ha diffidato l’Azienda “dal mantenere questo comportamento” e aprirà “un contenzioso, previsto a giorni in Prefettura, a tutela di questi lavoratori”.
“Non tutti gli operatori socio-sanitari in forza da tempo all’Azienda sociosanitaria territoriale di Lodi, nonostante le rassicurazioni, sono stati assunti, e mamme con figli piccoli restano senza lavoro dalla sera alla mattina. Noi ci opponiamo a questa indelicatezza”. Così Stefano Lazzarini (foto), del sindacato Confsal, che, ricevuta la segnalazione delle interessate, ha subito “diffidato l’Asst dal mantenere questo comportamento e aprirà un contenzioso, previsto a giorni in Prefettura, a tutela di questi lavoratori”.
Sulla vicenda è stato indetto lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente. “La situazione – riferisce Lazzarini – riguardava 90 dipendenti totali a tempo determinato, operativi negli ospedali di Lodi, Codogno, Sant’Angelo e Casalpusterlengo, per cui ci siamo più volte seduti ai tavoli. Per legge questi lavoratori, non essendoci lettere di richiamo o altro, dopo 18 mesi di servizio svolto regolarmente, avrebbero dovuto essere stabilizzati. Ma se, come detto dalla direzione amministrativa, per chi aveva il contratto in scadenza il 30 giugno è andato tutto liscio, non è stata invece completamente mantenuta la rassicurazione data il 24 agosto per chi scadeva il 30 settembre. Infatti, purtroppo, come un fulmine a ciel sereno, tra venerdì sera e sabato, abbiamo saputo che qualcuno è stato escluso e quindi discriminato”.
Lazzarini si riferisce, in particolare, a “una decina di lavoratrici, molte con figli piccoli e che si sono sempre comportate bene, che, chissà per quale motivo, venerdì hanno ricevuto una telefonata che gli diceva di stare a casa dal lavoro l’indomani, perché non gli sarebbe stato rinnovato il contratto”. E questo “benché loro fossero già state inserite nei turni di ottobre, pronte ad andare avanti e senza nessuna avvisaglia del loro destino”.
Conclude il sindacalista: “Se almeno qualcuno avesse accennato a questa ipotesi, le interessate avrebbero potuto guardarsi in giro. Ora, invece, si trovano senza lavoro, con figli da mantenere e un’occupazione da cercare su due piedi. Ma io spero che le istituzioni e la politica locale, al di là della conciliazione, intervengano. Non è certo il momento di fare mosse del genere. Queste persone, inserite nei turni, erano serene. A livello umano è stato fatto loro un torto enorme. Apriremo un contenzioso in Prefettura e abbiamo diffidato l’Asst, che deve assumerli! Chiediamo alle istituzioni di intervenire”.
Redazione OssNews24
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