Sindacati

Assistente infermiere, Migep e Stati Generali Oss replicano alla Fnopi

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Angelo Minghetti (Federazione Migep) e Gennaro Sorrentino (Stati Generali Oss).

Desideriamo fare chiarezza e rispondere alla Fnopi sull’articolo apparso il 13 settembre (assistente infermiere). Comprendiamo che il sistema assistenziale ha urgente bisogno di personale qualificato e che, da tempo, si stia cercando di istituire prospettive a medio termine per affrontare la carenza di infermieri e oss, favorendo l’evoluzione delle professioni che sia la Fnopi che il Migep rappresentano, nell’interesse primario dei cittadini.

Tuttavia la recente proposta riguardante la figura dell’assistente infermiere, che ha generato un acceso dibattito, non sembra rispondere a quanto espresso dalla stessa Fnopi. Al contrario, si prospetta un ulteriore peggioramento della qualità assistenziale, con un sovraccarico di competenze sugli oss, i quali non sono adeguatamente formati né riconosciuti a livello contrattuale e normativo per svolgere tali mansioni.

A pagare le conseguenze di questo progetto saranno sia gli operatori socio-sanitari che i cittadini. La Fnopi, pur avendo ammesso di aver commesso un errore politico nei confronti della figura dell’infermiere generico, sembra oggi ripetere lo stesso sbaglio con l’oss, creando una maggiore evoluzione e valorizzazione economica per gli infermieri, ma relegando gli oss a un ruolo di supporto, con responsabilità professionali sempre più gravose, a fronte di un basso riconoscimento economico. Il tutto con il favore delle Rsa e di alcuni esponenti politici locali.

Quello che emerge chiaramente, e che si manifesta ogni volta, è la mancanza di riconoscimento del ruolo della nostra federazione come partner professionale degli oss sui quali la Fnopi sembra voler mantenere una posizione gerarchica. Non siamo contrari alla creazione di una nuova figura professionale. Anzi, già nel 2019, in un incontro con la Fnopi, avevamo sottolineato la necessità di istituire una formazione centralizzata che potesse alleggerire le competenze di oss e infermieri, con percorsi formativi attraverso istituti socio-sanitari e l’ottenimento di un diploma di qualifica, delineando con chiarezza le competenze.

Oggi, però, l’assistente Infermiere viene proposta in un quadro legislativo e formativo vuoto, che appare in realtà una sanatoria generalizzata dell’Oss con formazione complementare. In tal modo si prospetta un futuro preoccupante sia per la figura stessa che per i cittadini. Solo pochi soggetti appaiono soddisfatti da questa situazione. In primis ci sono gli Ordini infermieristici, la Fnopi appunto, poi le strutture private, per le quali, l’assistente infermiere rappresenterebbe un “manovale” che svolge compiti infermieristici, contribuendo contemporaneamente a risolvere la carenza di personale e ad abbattere i costi bloccando nuove assunzioni. Anche molti infermieri potrebbero essere scontenti di tali scenari che renderebbero ancora meno attrattiva la loro professione.

È necessario dunque lavorare sulla rigenerazione delle figure professionali, non sulla trasformazione forzata o sulla redistribuzione di competenze. Bisogna trovare soluzioni che facciano crescere realmente l’oss. Ai cittadini non interessa tanto sapere se siano curati da un infermiere, un oss o una nuova figura. Ciò che conta è che ricevano assistenza di qualità, basata su una formazione adeguata, senza compromessi o sconti.

Le affermazioni della Fnopi, che prospettano un’evoluzione verso l’alto dell’assistente infermiere, sono puramente illusorie. Sappiamo tutti che non sarà così. Gli operatori socio-sanitari continueranno a subire scelte politiche dettate dagli infermieri, saranno sempre più frustrati, sfruttati e strumentalizzati da chi sostiene che questa sia la loro evoluzione. In realtà, si tratta di scelte politiche, spesso imposte con la forza della maggioranza, basate su concetti vaghi e inefficaci.

È giunto il momento di sedersi attorno a un tavolo per discutere senza conflitti, ma con l’obiettivo di aprire un dialogo costruttivo sui diritti di tutti i professionisti sanitari e socio sanitari e sui diritti dei cittadini. Il confronto può essere lo strumento per migliorare le tensioni tra operatori, eliminando il sovraccarico di mansioni per gli oss e il demansionamento degli infermieri. Si tratta di un’opportunità importante, sulla quale si può e si deve lavorare. Non vi sono altre alternative.

Redazione OssNews24

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